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Pubblicato: Martedì, 19 Giugno 2018

Pubblicato il DM sulle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione

In attuazione dell’articolo 111, comma 1, del Codice, sulla Gazzetta Ufficiale n.111 del 15 maggio 2018 è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 7 marzo 2018, n.49 recante l’approvazione delle «linee guida sulle modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione». Il dcreto è entrato in vigore il 30 maggio.

ll provvedimento si compone di 28 articoli suddivisi in 4 Titoli:

Titolo I – Disposizioni generali (art. 1)

Titolo II – Il direttore dei lavori (art. 2-15)

Titolo III – Il direttore dell’esecuzione dei contratti relativi a servizi o forniture (artt. 16-26)

Titolo IV – Disposizioni finali (art. 27-28)

Il documento, pur confermando in molte parti la disciplina previgente del D.P.R. 207/2010, puntualizza opportunamente molti aspetti delle funzioni e dei compiti della figura del direttore dei lavori, disciplinando i rapporti tra il direttore dei lavori e il RUP, le attività da svolgere durante la sospensione dei lavori e la standardizzazione per le procedure del controllo contabile, attraverso strumenti elettronici specifici.

Il Titolo III (articoli da 16 a 26) enuncia le funzioni e i compiti del direttore dell’esecuzione dei contratti relativi a servizi o forniture, individuandoli nel coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto stipulato dalla stazione appaltante, in modo da assicurarne la regolare esecuzione nei tempi stabiliti e in conformità alle prescrizioni contenute nei documenti contrattuali e nelle condizioni offerte in sede di aggiudicazione o affidamento.

In particolare, l’articolo 16 regola i rapporti tra il direttore dell’esecuzione e il RUP, precisando che l’incarico di direttore dell’esecuzione è, di norma, ricoperto dal RUP, tranne i casi indicati nelle linee guida ANAC n. 3/2016 (prestazioni di importo superiore a 500.000 euro; interventi particolarmente complessi sotto il profilo tecnologico prestazioni che richiedono l’apporto di una pluralità di competenze (es. servizi a supporto della funzionalità delle strutture sanitarie che comprendono trasporto, pulizie, ristorazione, sterilizzazione, vigilanza, socio sanitario, supporto informatico; interventi caratterizzati dall’utilizzo di componenti o di processi produttivi innovativi o dalla necessità di elevate prestazioni per quanto riguarda la loro funzionalità; per ragioni concernente l’organizzazione interna alla stazione appaltante, che impongano il coinvolgimento di unità organizzativa diversa da quella cui afferiscono i soggetti che hanno curato l’affidamento).

 

MIT: dal 18 aprile DGUE solo elettronico

Dal 18 aprile il Documento di gara unico europeo (DGUE) è disponibile esclusivamente in forma elettronica, nel rispetto di quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici (art. 85, comma 1).

I documenti di gara dovranno contenere le informazioni sullo specifico formato elettronico del DGUE, l’indirizzo del sito internet in cui è disponibile il servizio per la compilazione del DGUE e le modalità con le quali il DGUE elettronico deve essere trasmesso dall’operatore economico alla stazione appaltante.

Fino al 18 ottobre 2018 – data di entrata in vigore dell’obbligo delle comunicazioni elettroniche ex art. 40, comma 2, del Codice dei contratti pubblici – le stazioni appaltanti che non dispongano di un proprio servizio di gestione del DGUE in formato elettronico, o che non si servano di altri sistemi di gestione informatica del DGUE, richiederanno nei documenti di gara all’operatore economico di trasmettere il documento in formato elettronico, compilato secondo le modalità ivi indicate, su supporto informatico all’interno della busta amministrativa o mediante la piattaforma telematica di negoziazione eventualmente utilizzata per la presentazione delle offerte.

Dal 18 ottobre, il DGUE dovrà essere predisposto esclusivamente in conformità alle regole tecniche che saranno emanate da AgID ai sensi dell’art. 58 comma 10 del Codice dei contratti pubblici. Per tutte le procedure di gara bandite a partire dal 18 ottobre, eventuali DGUE di formati diversi da quello definito dalle citate regole tecniche saranno considerati quale documentazione illustrativa a supporto.

I requisiti di integrità, autenticità e non ripudio del DGUE elettronico devono essere garantiti secondo quanto prescritto dal Codice dell’Amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

Rating di legalità: in Gazzetta il regolamento attuativo dell'AGCM

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2018 la Delibera Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato 15 maggio 2018, n. 27165 recante "Regolamento attuativo in materia di rating di legalità" che sostituisce il precedente regolamento approvato con delibera dell'AGCM del 13 luglio 2016 n. 26166.

Come noto, il Rating di legalità nasce con il regolamento attuativo adottato con delibera AGCM del 14 novembre 2012, n. 24075 più volte modificata da ultimo con la menzionata delibera del 13 luglio 2016.

Tra le modifiche del nuovo regolamento riveste indubbia rilevanza quella di cui all’articolo 5, comma 3-bis, in base ai quali ai fini delle valutazioni in ordine all'attribuzione del rating, l'Autorità può sottoporre ai Ministeri dell'interno e della giustizia richieste di informazioni e/o di pareri sia su questioni di carattere generale che su singoli aspetti attinenti le domande ricevute. Al successivo comma e 3-ter è precisato che, ove emergano o vengano segnalati da istituzioni preposte al controllo della legalità elementi o comportamenti oggettivamente rilevanti ai fini della valutazione delle richieste di attribuzione del rating, anche sotto il profilo della violazione di regole di diligenza e del mancato rispetto dei principi di legalità informatori dell'ordinamento, l'Autorità sospende il procedimento per un periodo di tempo non superiore ai dodici mesi, prorogabile motivatamente in casi di particolare gravità, al fine di svolgere i necessari accertamenti.

Questa nuova versione è stata adeguata all’articolo 213, comma 7 del Codice dei contratti in cui è previsto, specificatamente, che l’ANAC deve collaborare con l’AGCM per la rilevazione di comportamenti aziendali meritevoli di valutazione al fine dell’attribuzione del “Rating di legalità” delle imprese e che il rating di legalità concorre, anche, alla determinazione del rating di impresa di cui all’articolo 83, comma 10 dello stesso Codice dei contratti.