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Pubblicato: Venerdì, 15 Marzo 2019

ANAC: pubblicate le Linee Guida n. 13 recanti "La disciplina delle clausole sociali"

Con Deliberazione A.N.AC. 13 febbraio 2019 n. 114, ha menato le Linee Guida n. 13 recanti "La disciplina delle clausole sociali".

Giova rimarcare che l’articolo 50 del decreto legislativo n. 50 del 2016 prevede espressamente che le stazioni appaltanti inseriscano, nei bandi e nelle lettere di invito, “nel rispetto dei principi dell’Unione Europea, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, prevedendo l’applicazione, da parte dell’aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81”. Si tratta di una previsione che sovverte l’impostazione originaria del nuovo Codice dei contratti pubblici, che invece stabiliva una mera facoltà di inserimento (“possono inserire…specifiche clausole sociali”).

Osserva l’Autorità che la ratio della clausola sociale, come delineata dalla predetta disposizione, è dunque in primo luogo quella di tutelare la stabilità occupazionale del personale utilizzato dall’impresa uscente nell’esecuzione del contratto.

Sebbene il predetto articolo 50 riferisca letteralmente l’aspetto “sociale” della clausola soltanto alle dinamiche tese al mantenimento del posto di lavoro, l’articolo 3, comma 1 lettera qqq) del Codice dei contratti pubblici accoglie invece una nozione più ampia, definendo le clausole sociali come “disposizioni che impongono a un datore di lavoro il rispetto di determinati standard di protezione sociale e del lavoro come condizione per svolgere attività economiche in appalto o in concessione…”.

La definizione recata dal predetto articolo 3 si presta dunque a consentire alle stazioni appaltanti aperture verso previsioni tese a valorizzare aspetti ulteriori rispetto alla mera tutela occupazionale dei lavoratori dell’impresa uscente.

In siffatto contesto, l’Autorità ha reputato opportuno fornire “a beneficio del mercato” ai sensi della generale previsione di cui all’articolo 213, comma 2 del Codice dei contratti pubblici, un quadro esaustivo delle problematiche che riguardano l’istituto, tenuto conto che le clausole sociali:

- hanno particolare impatto sia nella fase di predisposizione dei bandi di gara che nella fase di esecuzione dei contratti;

- riguardano una notevole quantità di affidamenti;

- possono essere oggetto di rilevanti controversie fra le parti contraenti, coinvolgendo spesso anche le associazioni sindacali.

In particolare, l’intervento dell’Autorità concerne:

- l’ambito soggettivo e oggettivo di applicazione dell’istituto;

- le condizioni e i limiti di applicabilità;

- il rapporto con la contrattazione collettiva;

- le conseguenze derivanti dal mancato adempimento alla clausola.

ANAC: come si calcola il valore di una concessione

Con Deliberazione 17 gennaio 2019 n. 24, l’ANAC ha affrontato la tematica concernente l’individuazione del valore di una concessione.

Si legge nel pronunciamento che ai sensi dell’articolo 167, comma 1, del d.lgs. n. 50/2016, il valore di una concessione, ai fini di cui all'articolo 35, è costituito dal fatturato totale del concessionario generato per tutta la durata del contratto, al netto dell'IVA, stimato dall'amministrazione aggiudicatrice o dall'ente aggiudicatore, quale corrispettivo dei lavori e dei servizi oggetto della concessione, nonché per le forniture accessorie a tali lavori e servizi, prevedendo altresì, al successivo comma  4, gli elementi di cui l’amministrazione tiene conto per il relativo calcolo.

Osserva l’Autorità che la ratio dalla norma consiste nel garantire che il valore della concessione sia correlato al complesso degli introiti che possono essere ricavati, sotto qualsiasi forma, dal concessionario. Nell’intenzione del legislatore la corretta determinazione del valore del contratto non solo rileva ai fini della disciplina applicabile, ma intende altresì consentire agli operatori economici la possibilità di formulare un’offerta economica più consapevole (delibera n. 245 dell’8 marzo 2017). 

Nella Deliberazione è altresì affermati che, ai sensi dell’art. 165, l’amministrazione aggiudicatrice in sede di gara può, ai soli fini del raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, stabilire anche un prezzo consistente in un contributo pubblico ovvero nella cessione di beni immobili.

ANAC: niente soccorso istruttorio se manca un curriculum del gruppo di lavoro

L’ANAC (deliberazione 27 gennaio 2019 n. 23) conferma che il soccorso istruttorio può essere atrtivat6o solo ai fini del completamento delle dichiarazioni e/o dei documenti già presentati in relazione ai requisiti soggettivi di partecipazione dell'impresa, mentre tale rimedio non può, invece, essere utilizzato per supplire a carenze dell'offerta economica e/o tecnica (Tar Lombardia, Sez. I, 5 novembre 2018, n. 2500; Tar Lazio, 10 dicembre 2018, n. 11906).

Nel caso portato all’attenzione dell’Autorità, il capitolato di gara prevedeva, a pena di esclusione, che l’offerta tecnica fosse corredata del curriculum del personale impiegato nel servizio. Pertanto, atteso che l’offerta del concorrente era carente del curriculum di una unità di personale da impiegare, l’esclusione comminata dalla commissione di gara è stata ritenuta legittima, in applicazione del menzionato principio in base al quale il soccorso istruttorio non consente di procedere a integrazioni dell’offerta tecnica.